The Regionalization of the Public Health System and New Governance Models for Healthcare: The Stroke Network Case in Italy

Authors


Abstract

Background: In the 1990s, Italy enacted a drastic reform of the public administration system, giving local governments (regions) unprecedented autonomy in public service management, including healthcare. This shift in responsibilities resulted in a lack of consistency in budget performance and quality of medical care in the regional health systems. Purpose: This article describes the outcomes of a 2009 study into the reasons for the regional differences in implementation of “stroke networks” in Italy. Strokes represent one of the most important health issues for Italy. They are the primary causes of permanent disability, the second highest cause of dementia, and (in Italy) the third highest cause of mortality. Evidence shows that early diagnosis and delivery of treatment in specialized stroke units, including rehabilitation therapy, can reduce the risks of death and disability. Nevertheless, there are significant differences and delays in the implementation of such practices. To understand the reasons for the delays, measures were examined, including decision makers' agendas, regional budget limitations, organizational delays, structural complexity, competition over scarce resources, power structure differences, and informal practices. Methods: The study consisted of 52 in-depth interviews and six focus groups involving 62 people (total = 114 interviewees) and addressing key actors in the health systems from six Italian regions. In accordance with Italian regulations and research practices, the present sociological study did not require the approval by an Ethical Committee, since it did not involve minors or subjects who might be injured, coerced, or those who necessitate an informed consent. Results: This study outlines five main models of management and shows how competition with private hospitals, internal rivalries involving professionals and medical sectors, expenditure restraints, and a lack of well-trained personnel represent the main obstacles to the development and operation of stroke units. Policy Implications: Network implementation should be framed within the culture and standards of the broader social and health context. Social networks should be central to the system of care, targeting long-term health issues associated with strokes. There is also a need to decrease competition and increase collaboration among the stakeholders. Finally, the relation between hospitals, care services, and regional administrations requires improvement. Italian version of the abstract: Sfondo: Nel corso degli anni novanta l'Italia ha avviato una drastica riforma della pubblica amministrazione e assegnato agli enti locali di governo nuovi poteri e autonomia nella gestione dei servizi pubblici, ivi inclusa la sanità. Tale mutamento ha comportato una consistente difformità nel livello delle prestazioni e nella gestione finanziaria dei sistemi sanitari regionali. Scopi: Il presente articolo descrive gli esiti di uno studio condotto nel 2009, volto a indagare le ragioni che si celano dietro le differenze esistenti nei livelli di implementazione delle “reti stroke” in Italia. L'ictus costituisce una delle principali patologie in Italia: esso é la principale causa di disabilità permanente, la seconda principale causa di demenza e (in Italia) la terza più diffusa causa di mortalità. Evidenze scientifiche dimostrano che la diagnosi precoce e il trattamento in unità specializzate per lo stroke, ivi incluse le terapie riabilitative, possono ridurre il rischio di morte e disabilità. Ciò nondimeno, vi sono significative differenze e ritardi nell'attuazione di tali pratiche. Al fine di comprendere le ragioni di tale disomogeneità, sono state esaminati vari elementi, incluse le agende dei decisori pubblici, i limiti dei budget regionali, i ritardi organizzativi, la complessità strutturale, la competizione in regime di risorse scarse, i differenziali di potere e le pratiche informali. Metodo: Lo studio si é avvalso di 52 interviste in profonditàe 6 focus group con 62 partecipanti (totale = 114 intervistati) reclutati tra attori chiave dei sistemi sanitari regionali di sei regioni italiane. Gli attori sono stati reclutati impiegando varie reti sociali. In accordo con la regolazione italiana e le comuni pratiche di ricerca, il presente studio non ha richiesto l'approvazione di una Commissione Etica, poiché non coinvolge minori o soggetti che possano essere danneggiati, forzati o che necessitino di un consenso informato. Risultati: Lo studio individua cinque principali modelli organizzativi e mostra come la competizione con ospedali privati, le rivalità interne tra professionisti e discipline, i limiti alla spesa e la carenza di personale appositamente formato rappresentino i principali ostacoli allo sviluppo e all'operatività delle unità stroke. Implicazioni per le politiche: L'implementazione delle reti dovrebbe aver luogo dentro la cultura e gli standard del più ampio contesto sociale e sanitario. Le reti sociali dovrebbero divenire centrali per il sistema di cura, al fine di fronteggiare le tematiche sanitarie di lungo termine associate normalmente all'ictus. E' altresì necessario diminuire la competizione e accrescere la collaborazione tra i soggetti interessati. Infine, anche le relazioni tra ospedali, servizi di cura e amministrazioni regionali richiedono di essere migliorate.

Ancillary